{"id":1919,"date":"2010-06-29T09:50:08","date_gmt":"2010-06-29T07:50:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tsirigosorbit.com\/blog\/?p=1919"},"modified":"2010-06-29T06:59:39","modified_gmt":"2010-06-29T04:59:39","slug":"modello-americano-vs-modello-italiano-immobilismo-vs-fiducia-nel-futuro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.tsirigosorbit.com\/blog\/?p=1919","title":{"rendered":"Modello Americano vs modello Italiano: immobilismo vs fiducia nel futuro"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1923\" title=\"Blog - Trasloco\" src=\"http:\/\/www.tsirigosorbit.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Blog-Trasloco-150x150.jpg\" alt=\"Blog - Trasloco\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.tsirigosorbit.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Blog-Trasloco-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.tsirigosorbit.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/Blog-Trasloco.jpg 286w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Mi sembra evidente che mai come in questi mesi si parli insistentemente di innovazione in Italia. Sar\u00c3\u00a0 perch\u00c3\u00a9 lo iato tra chi \u00c3\u00a8 avanti e chi insegue, come noi, si sta facendo incolmabile; sar\u00c3\u00a0 perch\u00c3\u00a9 la crisi apre nuove strade a chi le sa trovare; sar\u00c3\u00a0 perch\u00c3\u00a9 non siamo riusciti ancora a rovinare la parte pi\u00c3\u00b9 creativa del nostro DNA; sar\u00c3\u00a0 anche in minima parte per un libro che sia chiama L\u00e2\u20ac\u2122Italia che innova: ma mai come in questi mesi si \u00c3\u00a8 visto un fiorire di iniziative, barcamp, competition, e mai come ultimamente si \u00c3\u00a8 parlato di venture capital, di business planning, di scouting. Sembra proprio ci sia tanto entusiasmo. Ma c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 davvero?<\/p>\n<p>Ora, innovare significa cambiare in meglio, e se c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un posto nel quale change \u00c3\u00a8 divenuta la parola magica, questo \u00c3\u00a8 l\u00e2\u20ac\u2122America. Tralasciando quanto di vero ci sia nel change di Obama, \u00c3\u00a8 evidente che la sua campagna elettorale ha dato un terrificante impulso all\u00e2\u20ac\u2122innovazione; che il suo messaggio ha costituito benzina (facciamo benzina \u00e2\u20ac\u00a6 verde) per chi ritiene la cultura americana quella destinata a guidare il mondo; che la sua comunicazione, sia per contenuti che per mezzi, ha rivoluzionato un sistema che non sar\u00c3\u00a0 mai pi\u00c3\u00b9 lo stesso. Obama ha tanti meriti riguardo a ci\u00c3\u00b2, e lo dice uno che ne giudica estremamente negativamente i primi mesi di presidenza. Ma quello che mi interessa qui non \u00c3\u00a8 parlare di Obama, ma di cosa significhi la spinta ad innovare che arriva dagli USA, per noi italiani. Mi sembra acclarato che tutti coloro che parlano di innovazione si rifacciano, volenti o nolenti, consapevoli e non, di sinistra e non, al modello statunitense. Non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 solo la Silicon Valley, che pure \u00c3\u00a8 il centro del mondo dell\u00e2\u20ac\u2122innovazione ed un vero mito per chi si avvicina a questo universo: anche l\u00e2\u20ac\u2122area di Boston e recentemente anche la mia meravigliosa New York stanno sperimentando attrazione per capitali, idee, persone geniali e dedicate. Noi qui in Italia arranchiamo fra uno scandalo e l\u00e2\u20ac\u2122altro, una distrazione di fondi promessi alla banda larga e una classe dirigente che in parte non capisce la necessit\u00c3\u00a0 di implementare la rete e in parte la capisce anche troppo bene, ed \u00c3\u00a8 per quello che non la implementa. Ma non \u00c3\u00a8 nemmeno la tirata qualunquista che mi interessa.<!--more--><\/p>\n<p>Quello che mi interessa qui \u00c3\u00a8 parlare di cultura, di atmosfera, di ambiente imprenditoriale; di abitudini, di dinamicit\u00c3\u00a0, di velocit\u00c3\u00a0; di scommessa, di sfida, di apertura mentale. Non ci sono leggi che possano favorire tutto ci\u00c3\u00b2, purtroppo: anche ammesso che una nuova e brillante e competente classe dirigente (e non parlo solo di politica, ma di ovunque ci sia gerarchia e leadership, o meglio di dove la leadership dovrebbe svettare per merito) si sviluppasse miracolosamente per abiogenesi, resterebbe un Paese che, anche dopo il miracolo, rimane sempre attaccato al passato, arretrato, incollato ai privilegi. Sto ovviamente generalizzando, e ognuno che legge si sentir\u00c3\u00a0 parte di altro: ognuno vorr\u00c3\u00a0 pensare di s\u00c3\u00a9 stesso di essere innovativo, fresco, frizzante, scattante, pronto a cogliere le occasioni e a ricominciare.<\/p>\n<p>Sarebbe bello se fosse cos\u00c3\u00ac, e magari ognuno dei pochi lettori di questa riflessione lo \u00c3\u00a8 per davvero. Ma hey, guardatevi intorno. Questa \u00c3\u00a8 una societ\u00c3\u00a0 impregnata nell\u00e2\u20ac\u2122immobilismo; \u00c3\u00a8 una cultura conservatrice come nessun\u00e2\u20ac\u2122altra; \u00c3\u00a8 una comunit\u00c3\u00a0 alla quale manca il rimanente 95% di senso civico che necessiterebbe. Questa \u00c3\u00a8 una societ\u00c3\u00a0 in cui si ha paura a parlare di soldi, ma se ne vuole sempre di pi\u00c3\u00b9; in cui si fa finta di non vedere chi non rispetta la legge perch\u00c3\u00a9 siamo i primi a non rispettarla; in cui crediamo che mai nessuno ci verr\u00c3\u00a0 a chiedere il conto per quanto stiamo facendo. E quando parliamo di importare il modello americano, e chi mi conosce sa quanto io sarei d\u00e2\u20ac\u2122accordo nel farlo, forse dimentichiamo che un modello necessita di una cultura, di un substrato, di valori condivisi, per funzionare adeguatamente.<\/p>\n<p>Cosa significa fare impresa? Vuol dire sacrificio, pazienza, visione, coraggio, caparbiet\u00c3\u00a0, genialit\u00c3\u00a0, fiducia, ingenuit\u00c3\u00a0, forza.<br \/>\nNon si fa impresa se non si sa come rialzarsi dopo una caduta, come credere quando nessuno crede, come considerare opportunit\u00c3\u00a0 qualcosa che altri considerano impedimento. Non si \u00c3\u00a8 imprenditori se non si scommette su s\u00c3\u00a9 stessi, se non si investe ogni goccia di sudore quando si \u00c3\u00a8 finito il capitale, se non si rovescia il tavolo avendo fiducia che il prossimo passo ci porter\u00c3\u00a0 al traguardo anche se non lo si vede in lontananza.<br \/>\nInnovare, creare, vuol dire impegno e apertura mentale.<\/p>\n<p>traslocoMa siamo sinceri: quanto di tutto ci\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 insito nella cultura del nostro Paese?<br \/>\nQuesto \u00c3\u00a8 un meraviglioso, desolante e provincialissimo posto nel quale si lascia tardi la casa dei genitori; in cui ci si sposa tardi, e si preferisce convivere cornificandosi piuttosto che chiudere e ricominciare; in cui un trasloco \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 vicino ad una tragedia che ad una normale attivit\u00c3\u00a0 umana; in cui per andare da un punto all\u00e2\u20ac\u2122altro si percorre un arzigogolo; in cui ci si vergogna a dire o a chiedere quanto si guadagna; in cui scendere uno scalino della scala sociale \u00c3\u00a8 considerato motivo per un suicidio; in cui il fallimento \u00c3\u00a8 un\u00e2\u20ac\u2122onta e non una possibilit\u00c3\u00a0 di imparare; in cui essere acquisiti non \u00c3\u00a8 motivo di orgoglio ma di scorno; in cui la legge si interpreta ed il vigile che ti multa in doppia fila \u00c3\u00a8 sempre dalla parte del torto, per non parlare di quel pirla che protesta perch\u00c3\u00a9 gli abbiamo impedito di rispettare il suo impegno chiudendolo con la nostra vettura; in cui si fanno sempre meno figli, e sempre pi\u00c3\u00b9 tardi; in cui ogni diritto \u00c3\u00a8 sacro, ogni privilegio ci spetta, ogni comodit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 dovuta; in cui ogni cambiamento ci puzza perch\u00c3\u00a9 chiss\u00c3\u00a0 cosa dovremo fare in pi\u00c3\u00b9, in cui il pi\u00c3\u00b9 lento detta la velocit\u00c3\u00a0 degli altri, mai il pi\u00c3\u00b9 rapido; in cui i diritti vengono sempre prima dei doveri, quando questi vengono riconosciuti e ci\u00c3\u00b2 non avviene spesso; in cui sono gli altri a doversi abituare, a dover cambiare, a dover chiedere scusa; in cui la variabile indipendente siamo sempre noi e i nostri bisogni, pi\u00c3\u00b9 presunti che veri; in cui l\u00e2\u20ac\u2122elasticit\u00c3\u00a0 viene definita precariato e messa alla gogna, come se l\u00e2\u20ac\u2122immobilismo fosse la pietra miliare attorno alla quale fingere che l\u00e2\u20ac\u2122evoluzione non esiste; in cui per molti un contratto \u00c3\u00a8 carta straccia e chi ne ha uno gi\u00c3\u00a0 sa di doversi preoccupare di capire a quanto dovr\u00c3\u00a0 rinunciare rispetto a quanto pattuito.<\/p>\n<p>Questa \u00c3\u00a8 una repubblica fondata sul lamento, sull\u00e2\u20ac\u2122accomodamento, sull\u00e2\u20ac\u2122incertezza del diritto. Qui siamo pi\u00c3\u00b9 furbetti, e non ci rendiamo conto che diventiamo bulli; qui facciamo gli indignati e non ci accorgiamo di essere presuntuosi. Se pensate che questo valga solo per il mondo del lavoro, vi sbagliate: queste cose accadono nella vita di tutti noi, ogni giorno. E siamo talmente abituati, talmente rassegnati, talmente disperati che non ce ne rendiamo nemmeno conto, e d\u00e2\u20ac\u2122altronde che dovremmo fare, urlare al vento ogni giorno della nostra vita come monatti impazziti e provocarci un\u00e2\u20ac\u2122ulcera ogni settimana?.<\/p>\n<p>Nel mondo americano tutto \u00c3\u00a8 diverso, e non certo per legge. Ho visto vecchietti di 70 anni ricominciare da capo a testa alta; ho visto vedove prendersi cura del parco vicino casa, gratis, per il piacere di stare in un posto pulito senza attendere che a tutto debba pensare il pubblico servizio. Ho visto ragazzi cadere e rialzarsi, ho visto uomini e donne accogliere il cambiamento con l\u00e2\u20ac\u2122atteggiamento che noi chiamiamo ingenuit\u00c3\u00a0 e loro chiamano fiducia. Ho visto l\u00e2\u20ac\u2122orgoglio di far parte di una comunit\u00c3\u00a0, nonostante gli altri non capiscano e li prendano in giro.<\/p>\n<p>matrimonio all&#8217;americanaPensate al matrimonio, ad esempio. Quanto ci fanno ridere tutti i convenevoli americani sul matrimonio? Lui che si inginocchia e d\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122anello, lei che piange e salta e dice si. Da quel momento sono fidanzati, poi le prove della cerimonia, la cena del giorno prima, l\u00e2\u20ac\u2122importanza della maid of honour e del best man, il padre che accompagna la sposa che non va vista dallo sposo prima delle nozze, le promesse di matrimonio lette con le lacrime agli occhi, il prete che concede il bacio \u00e2\u20ac\u00a6 ci fanno ridere, anche perch\u00c3\u00a9 poi pi\u00c3\u00b9 di un matrimonio su 2 si sfascia. Ma pensiamo al fatto che poi ricominciano, ci credono ancora, si risposano da capo, una, due, tre volte \u00e2\u20ac\u00a6 tutte queste sono azioni che impegnano, che richiedono fiducia, apertura, credito. Rinascono dalle loro stesse ceneri,  continuano a credere, non si incattiviscono nei confronti della vita. Non accettano bugie, e non passa loro per la testa che ci\u00c3\u00b2 possa sembrare ingenuo: perch\u00c3\u00a9 per loro se menti una volta allora puoi mentire per sempre.<\/p>\n<p>Vi immaginate una cosa cos\u00c3\u00ac qui da noi? Qui ci consideriamo pi\u00c3\u00b9 scafati, pi\u00c3\u00b9 cinici, pi\u00c3\u00b9 realisti: noi non ci imbarcheremmo mai in tutta questa manfrina, per poi avere pi\u00c3\u00b9 del 50% di possibilit\u00c3\u00a0 di separarci (e poi per divorziare ci mettiamo anni, mica come loro che quando chiudono un rapporto lo chiudono in fretta senza trascinare la sofferenza a lungo). Pensate che stia parlando ancora del matrimonio? E invece parlo di cultura in generale, di societ\u00c3\u00a0. Se non ci prendiamo impegni, se non scommettiamo noi stessi, se non viviamo con apertura mentale \u00e2\u20ac\u00a6 se insegniamo ai nostri figli che il posto fisso \u00c3\u00a8 il loro obiettivo, e non ad investire su loro stessi e a credere nelle loro possibilit\u00c3\u00a0 \u00e2\u20ac\u00a6 se tutti noi ci comportiamo cos\u00c3\u00ac, da dove pensiamo che dovrebbe arrivare questa nuova classe dirigente che innovi, apra, crei, cambi le cose per cui ci lamentiamo? Tutto l\u00e2\u20ac\u2122approccio alla vita quotidiana \u00c3\u00a8 qui rivolto verso il passato, e quei pochi che non l\u00e2\u20ac\u2122accettano fanno una fatica sempre maggiore: oggi quello che spaventa \u00c3\u00a8 la variet\u00c3\u00a0 sociale, culturale, economica, anagrafica e di provenienza di coloro che vogliono andare via.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa David Cameron ha detto schiettamente ai suoi connazionali che la Gran Bretagna ha vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00c3\u00a0, e che ci si deve abituare a tornare indietro di un po\u00e2\u20ac\u2122 per qualche tempo.<\/p>\n<p>Il nostro problema non \u00c3\u00a8 che non abbiamo leader disposti a dichiararlo con passione: \u00c3\u00a8 che non abbiamo cittadini disposti ad ascoltarlo con onest\u00c3\u00a0, e senza i secondi \u00c3\u00a8 impossibile che escano fuori i primi. Abbiamo un disperatissimo e imminente bisogno di guardare al futuro con coraggio, accettare di faticare di pi\u00c3\u00b9, aprire la strada ai migliori e adoperarci per facilitare i nostri giovani, prima di rovinarli del tutto \u00e2\u20ac\u201c e temo non manchi molto. Forse la prima innovazione, ma anche la pi\u00c3\u00b9 difficile, dovrebbe essere questa. Purtroppo non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 venture capital al mondo che ci possa aiutare a portarla a compimento: deve partire da noi, che siamo a pensarci bene il primo finanziatore del bene pi\u00c3\u00b9 importante del quale abbiamo bisogno, la capacit\u00c3\u00a0 di sognare in grande.<\/p>\n<p><em><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.sideleaders.it\/archives\/modello-americano-e-modello-italiano-immobilismo-vs-fiducia-nel-futuro\">Sideleaders.it<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sembra evidente che mai come in questi mesi si parli insistentemente di innovazione in Italia. 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